Vincere alle scommesse: Cosa conta veramente?

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Che si tratti di Betting tradizionale, oppure di Betting Exchange, cioè trading sportivo, non importa, ci saranno sempre migliaia di persone che sognano di diventare i “The Wolf of Wall Street” della situazione, dei maghi in grado di manipolare il mercato a loro piacimento. Ma la verità è un’altra, chi riesce a fare del Betting la propria principale fonte di guadagno spesso è una persona molto semplice, che non ha né Ferrari né villoni, nonostante i soldi per potersi permettere queste cose ci siano.

Vedo tanti ragazzi che hanno avviato un percorso di crescita nel mondo del Betting, ma hanno spesso studiato da testi che non dicono mai ciò che conta realmente, c’è un problema di fondo molto importante: L’ignoranza.

Vincere alle scommesse

 

Voglio pubblicare questo articolo per avvertire tutti quanti di una cosa: Lasciare gli studi, intraprendere una carriera da tipster/trader, è una cosa decisamente folle. Perché questo? Ti dico la verità che molti non vogliono dirti, per la quale mi batto da tanto tempo: Trader si nasce.

Mi spiace distruggere i sogni di gloria di tanti ragazzi, ma se credete davvero che mettere 1.000,00€ da parte e iniziare a fare trading vi permetta di raggiungere ricchezze stratosferiche vi sbagliate, e ve ne accorgerete subito, o quasi.

Non sto sostenendo che sia impossibile, sto semplicemente dicendo che ce la fanno in pochi, e quei pochi di loro hanno già tutte le seguenti caratteristiche: Capacità matematiche, intelligenza logico-matematica spiccata, tengono a freno l’emotività, spesso conoscono il calcio meglio di chiunque altro nel giro di km, calcio o qualsiasi altro sport sul quale operino.

Spesso si sente dire che ciò che conta nel Betting sia la gestione del proprio capitale, cioè il money managament, altre volte sentiamo dire che ciò che conta è la gestione delle emozioni quando si opera sui mercati.

La verità è che la cosa più importante è la capacità di lettura dei match, quindi il modello matematico utilizzato per fare value. Ovvero battere il mercato.

Senza money managament puoi anche essere il più forte del mondo nella lettura, e comunque essere in rosso, e non riuscire a vivere di Betting, ma se non sai leggere bene le partite, non hai scampo, sei un uomo morto.

Vincere alle scommesse combattendo per il centimetro

Ti sembra assurdo che 1-2 secondi di differenza su giro siano tanti in F1 tra un pilota e l’altro? Cosa vuoi che siano 2 secondi, penserai. Eppure sono tantissimi, così come sono tantissimi nel ciclismo, così come sono tanti nell’atletica.

I migliori di tutti i campi se la giocano punto per punto, e devono limare ogni dettaglio, per avere quel centimetro in più che gli permetta di vincere.

Questo significa che quando si studiano i match, non ci si può permettere di sbagliare di 9 tick. Cioè se la quota di una partita è 1.70, ed io ritengo che la quota reale sia 1.65, ma la quota reale in realtà è 1.56 rischio già di farmi malissimo, perché anche se questa differenza sulla carta è a mio favore, una capacità di lettura di questo genere mi porterà semplicemente sul lastrico.

Un professionista, a mio giudizio, deve avere una media molto importante per riuscire a portare a casa valore, e il segreto è prendersi un buon margine a proprio favore, operando su quei mercati che si ritengono molto sottovalutati dagli altri operatori(gli altri trader, che nemmeno sanno quello che stanno facendo, e qui mi viene da ridere), difatti io ho una formula mia che mi permette di avere un certo margine d’errore, grazie al quale solitamente quando sbaglio la quota, l’errore influisce in maniera molto marginale, in quanto ho tenuto conto dell’errore umano.

Come imparare?

Imparare a fare una cosa del genere è pressoché impossibile se non ci si mette sotto giorno e notte per anni. Il mio consiglio è evitare la formazione, che comunque noi di Betsystem offriremo a partire da Settembre 2017, e affidarsi a servizi di professionisti. Noi possiamo garantirti un’alta professionalità grazie alla quale si possono raggiungere ottimi risultati. Ora sta a te.

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