Varianza nelle scommesse sportive: Come funziona?

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La varianza nelle scommesse sportive è uno dei concetti che chi vuole fare sul serio con il Betting e dunque fare soldi con le scommesse, deve imparare presto a conoscere, perché può essere decisiva nella riuscita o meno dell’obiettivo di fare del Betting una possibile fonte di reddito.

La varianza può far vivere dei momenti straordinari in cui ci si sente invincibili e capaci di individuare le migliori value bet possibili scovando tra centinaia di match, anche se non si sono fatte analisi particolarmente brillanti, e altre volte può farti sentire un incapace totale anche se hai fatto il lavoro di analisi in maniera corretta.

Cos’è la varianza e come funziona?

La varianza è una fase della propria operatività in cui si ottengono delle performance che si discostano dalla media, e si ottengono risultati diversi dai valori previsti.

La varianza può durare mesi, e si possono ottenere performance sia molto superiori rispetto all’effettivo vantaggio sul mercato, sia molto inferiori, arrivando persino a perdere più di quanto ci si aspetta che si possa perdere in un mese dove le cose non girano bene.

Spesso quando si tratta di scommesse sportive si tirano in ballo cose folcloristiche come fortuna e sfortuna, le quali però chiaramente non esistono, quello che esiste è una normale oscillazione delle performance che si possono discostare dai valori previsti anche di molto per determinati lassi temporali, i quali possono durare pochi giorni e arrivare anche a durare mesi, questo dipende anche e soprattutto da quanto uno operi.

Differenza tra varianza positiva e varianza negativa

La differenza tra varianza positiva e varianza negativa è molto semplice ed intuitiva da comprendere, la varianza positiva consiste nell’ottenimento di performance al di sopra del valore previsto, mentre la varianza negativa consiste nel conseguimento di risultati al di sotto del valore previsto. Il valore previsto è stabilito dal valore atteso, e dunque dal vantaggio sul mercato per quelle specifiche selezioni.

Chiaramente più si opererà e più saremo soggetti alla varianza, e vivremo fasi sia di varianza positiva in cui vinceremo operazioni che non ci meritiamo di portare a casa, e perderemo operazioni che senza varianza negativa avremmo vinto agevolmente.

Varianza: Quanto incide?

La varianza in termini di risultati assoluti incide poco, perché come abbiamo scritto, ci sono sia periodi di varianza negativa che periodi di varianza positiva, e alla fine dell’anno generalmente si ottengono le performance che era previsto ottenere.

Non è sempre così, e ci possono anche essere anni di varianza positiva e anni di varianza negativa, ma tale varianza ha un impatto minore sul risultato finale dell’anno rispetto alla varianza del breve periodo perché le performance effettivamente conseguite a fine anno si discosteranno di pochi punti percentuali da quanto previsto.

Il problema della varianza è che può incidere tantissimo sulla tenuta mentale dell’analista, nei momenti di varianza positiva potrebbe esaltarsi e iniziare a fare mosse molto azzardate, e nei momenti di varianza negativa quando le perde tutte nel recupero (se scommette sul calcio) rischia di farsi saltare i nervi e fare tutta una serie di operazioni sbagliate sia per l’analisi in sé sia per la gestione degli stake.

Come mi accorgo di essere finito in un periodo di varianza?

Se operi pre-match è molto facile capire quali siano i momenti in cui stai vivendo periodi di varianza e quando invece stai effettivamente lavorando meglio o peggio del solito, questo perché ti basterà vedere l’EV (Expected Value) che ottieni operando normalmente sulle competizioni su cui hai sempre operato. Questo sta a significare che se la differenza tra la quota che hai piazzato e la quota di chiusura ti da un EV pari a quello che ti aspetti, ma ottieni performance molto al di sotto delle aspettative o molto sopra, sei in un periodo di varianza.

In caso contrario, se il tuo EV è molto diverso dal solito, allora non stai vivendo una fase di varianza ma stai semplicemente facendo analisi con le quali hai un valore atteso diverso rispetto a ciò a cui sei abituato, cosa che può essere positiva o meno in base al fatto se sia superiore o meno l’EV previsto.

Come gestire la varianza: Cosa fanno i professionisti?

Innanzitutto non bisogna farsi prendere dal panico quando le cose vanno bene, perché poi si fanno delle terribili frittate, e non bisogna nemmeno esaltarsi quando le cose vanno molto meglio del previsto perché è proprio in quei momenti che si rischia di prendere sonore legnate sui denti.

Un professionista delle scommesse sportive cerca di evitare il più possibile il tilt, e quando nota avvisaglie di un possibile tilt in corso stacca dall’operatività e si rilassa facendo altre cose, per poi tornare operativo solamente nel momenti in cui ritiene di essere in grado di stare a mercato senza farsi prendere da un impeto emotivo.

Questo significa che se è tiltato lascerà perdere e si rimetterà a mercato in un momento migliore, invece se le cose dovessero andare male ma lui rimane lucido e il suo valore atteso sul mercato rimane stabile e ha numeri che lo dimostrino (EV dato dalla differenza tra la quota piazzata e la quota di chiusura) potrebbe continuare serenamente anche se le cose stessero andando male.

Ma la gestione di questi momenti dipende dalla personalità della persona e dalle sue scelte, c’è chi decide di continuare e chi dopo qualche settimana di varianza molto negativa decide di prendersi una pausa anche se non è sotto effetto di un tilt.

In caso di varianza positiva, invece, la gestione è identica per qualsiasi professionista e consiste nel continuare ad operare normalmente.

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